Ottimizzare i consumi di carburante

Se siete possessori di un gommone, di un cabinato a vela o motore, o di qualsiasi altro mezzo nautico dotato di motore endotermico (benzina o Diesel) i consumi hanno un impatto importante sull’utilizzo del mezzo e sulla sua sicurezza.

Sull’utilizzo perché connessi ai costi di gestione, consumare meno significa navigare di più a parità di budget stagionale; sulla sicurezza per avere sempre a disposizione una certa riserva di carburante per poter affrontare eventuali imprevisti che si possono trovare in mare (condizioni meteo marine in repentino peggioramento, soccorso di unità o persone in difficoltà, ecc ecc).

Certo, con le schede tecniche odierne è molto semplice leggere i dati dichiarati dal costruttore del motore, fare le proprie valutazioni e decidere.

Ma come abbiamo modo di verificare quotidianamente con le nostre inseparabili autovetture, i consumi dichiarati dal costruttore sono decisamente ottimistici e quasi sempre differiscono, spesso non di poco, rispetto ai consumi che si rilevano nell’uso quotidiano del veicolo.

Anche in campo nautico le cose non cambiano tanto e l’ormai noto parametro di riferimento litri/ora ha un valore piuttosto indicativo in quanto il costruttore in fase di omologazione non tiene conto delle condizioni in cui il mezzo si troverà a navigare ( formazione del mare, correnti, venti, stato dell’opera viva, ecc ), per cui il consumo sarà reale solo con il motore che eroga la massima potenza, sempre che l’elica lo faccia lavorare in maniera corretta.

Per il problema della sicurezza il comandante dell’unità deve applicare tutte le misure minime per evitare che si verifichi la spiacevole situazione di rimanere a secco…

La stima del consumo ad un determinato numero di giri per buona norma va considerata del 30% in più o in alternativa la velocità ridotta del 30% e quindi anche la distanza percorribile inferiore di tale percentuale.

Tutto apparentemente molto semplice e lineare. Ne siete proprio sicuri?

In effetti, in condizioni ottimali da manuale i riferimenti sopra indicati sono piuttosto affidabili. Ma quali sono i fattori che possono dare errori in queste stime?

  • Manutenzione ordinaria dei propulsori ( candele, iniettori, filtri, condotti, pompe ecc ).
  • Stato di pulizia della carena e delle appendici ( elica inclusa ).
  • Entità e distribuzione del carico ( carburante incluso ), le variazioni di assetto possono incidere sul funzionamento dei propulsori.
  • Tecniche di pilotaggio.

Soffermiamoci su quest’ultimo punto supponendo di avere un mezzo in ottimo stato di manutenzione; dovremo fare due distinzioni nette e queste sono connesse al tipo di carena della nostra barca.

Per gli scafi plananti, l’andatura più economica rispetto alla percorrenza in termini di miglia nautiche si raggiunge a velocità di poco superiori alla velocità minima di planata.

Nel caso in cui per motivi di sicurezza o di confort non fosse possibile seguire questa linea e si decidesse di procedere in dislocamento, è opportuno mantenersi a distanza dalla velocità critica oltre la quale lo scafo inizia a planare.

Ciò perché in questa fase lo scafo si trova praticamente in stallo, in balia di turbolenze e resistenze che aumentano i consumi e riducono notevolmente il confort di navigazione.

Per gli scafi dislocanti ( barche a vela incluse ) la resistenza, invece, aumenta semplicemente in funzione della velocità fino a quella di carena (circa un nodo per metro di lunghezza al galleggiamento); dopo tale velocità l’incremento di potenza di trasforma in puro spreco di carburante.

Affinché tutte queste accortezze non rimangano solo teoriche la tecnologia ci ha messo a disposizione i comodissimi FMS-Fuel Management System, dei formidabili computer di plancia che permettono di osservare in tempo reale tutti i dati di consumo nelle varie forme: litri/ora, miglia/litro, autonomia residua in miglia ecc.

iCaptain Fuel Manager
Schermata tipica sistema Fuel Manager

Tramite un FMS è possibile regolare al meglio la velocità e i consumi anche quando la carena non è pulita o le condizioni meteo sono avverse, avendo sempre tutto sotto controllo.

In tal modo il comandante prende coscienza dei reali consumi della propria unità ed è incentivato ad ottimizzare lo stile di pilotaggio in funzione dei consumi rilevati. Ciò si traduce in un sensibile risparmio che permette di ammortizzare in breve tempo i costi di acquisto e di installazione del computer e soprattutto riduce l’impatto ambientale ed economico dovuto al consumo eccessivo di carburante.

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